Giovedì, 09 Marzo 2017 16:43

Il Senato approva la legge sulla povertà. Nasce il reddito d’inclusione

Con 138 voti favorevoli 71 contrari e 21 astenuti il Senato ha approvato il ddl Povertà che delega il governo a inserire nel nostro Paese una misura nazionale di contrasto della povertà. Le risorse già stanziate nel Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale sono di 1,780 miliardi per 2017.

"È una giornata storica - spiega la senatrice Donella Mattesini - perché finalmente anche il nostro Paese si dota di una legge contro la povertà. Una legge che stabilisce un aiuto prioritario alle famiglie con figli perché, come certificano i dati Istat, sono i soggetti sociali più a rischio di cadere in condizioni di povertà assoluta."

"Con questa legge - continua la senatrice dem - nasce il reddito di inclusione ovvero una misura nazionale di contrasto alla povertà che assorbe e supera tutti i precedenti e frammentati strumenti utilizzati fino ad oggi. È importante sottolineare che parliamo di inclusione sociale poiché la grande novità è che la misura consiste non solo in un beneficio economico ma anche in una componente di servizi alla persona che accompagna le persone in povertà e le aiuta, per esempio, a formarsi, a ritrovare un lavoro, a mandare i figli scuola, a portarli dal pediatra."

"Si tratta di una legge già finanziata nell'ultima legge di stabilità – sottolinea Mattesini – che conferma la grande attenzione avuta in questa legislatura per le politiche sociali e per i diritti dei più deboli. E' un risultato significativo, voluto fortemente dal Partito Democratico, frutto di un percorso iniziato con il governo Renzi e che il governo Gentiloni poterà a termine con l'emanazione del decreto attuativo, speriamo in tempi molto brevi."

 

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Queste le misure principali del testo:

IL REDDITO DI INCLUSIONE
La misura nazionale di contrasto alla povertà si chiamerà, come detto, "reddito di inclusione". La misura sarà condizionata "alla prova dei mezzi, effettuata attraverso l"indicatore della situazione economica equivalente (Isee)". La misura sarà unica, quindi, una volta a regime, e strumenti come la social card anziani e l"Asdi, l"Assegno di disoccupazione, cesseranno di esistere perché assorbiti dalla nuova misura.
L"accesso alla misura è condizionato all"adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all"affrancamento dalla condizione di povertà. questi percorsi saranno predisposti da una équipe multidisciplinare.

I DESTINATARI DELLA MISURA
È uno dei punti principali della delega. Il testo originario del provvedimento prevedeva che la misura fosse destinata prioritariamente ai nuclei familiari con figli minorenni e successivamente ai soggetti
con maggiore difficoltà di inserimento e di ricollocazione nel mercato del lavoro.
Questa scala di priorità (necessaria perchè le risorse stanziate non sono sufficienti a coprire tutte le persone in stato di povertà) è stato meglio definita e maggiormente articolata. Questa la nuova scala di priorità (con sempre al centro la famiglia): i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

POSSIBILE RINNOVO E DECADENZA
L"attuazione della delega dovrà specificare anche la "durata del beneficio" della misura nazionale di contrasto, "prevedendone la rinnovabilità, eventualmente dopo un periodo di sospensione, a seguito della verifica del persistere dei requisiti e della ridefinizione del progetto personalizzato" e le "cause di decadenza dal medesimo beneficio".

MA QUANTO VARRÀ IL SOSTEGNO?
La delega non precisa nè a quanto dovrà ammontare il sostegno nè dà indicazioni circa la soglia di povertà. Viene stabilito che "nella definizione del beneficio si tiene conto della condizione economica del nucleo familiare e della sua relazione con una soglia di riferimento per l"individuazione della condizione di povertà".
In sostanza, viene spiegato, con questa specifica il governo dovrà individuare il quantitativo economico della misura che sarà erogata e che spetterà al destinatario tenendo conto della sua situazione economica. Per esempio, se l"esecutivo deciderà di fissare la misura in 400 euro e un possibile destinatario ha un reddito, sempre calcolato in base all"Isee, di 350 euro il sussidio ammonterà a 50 euro.

DURATA MINIMA RESIDENZA ITALIA PER ACCEDERE A MISURA
Per beneficiare della misura occorrerà un "requisito di durata minima della residenza sul territorio nazionale nel rispetto dell"ordinamento dell"Unione europea". In sostanza,
l"intervento tende a chiarire che la misura è destinata anche alle persone che non hanno cittadinanza italiana, in rispetto alle norme Ue. La specifica, inoltre, serve anche a sottolineare che non potranno usufruire della misura gli italiani residenti in pianta stabile all"estero.

DUBBI SU RIFINANZIAMENTO
Le nuove risorse di finanziamento del Piano nazionale per la lotta alla povertà sono "eventuali". Questa previsione è stata al centro di un duro confronto tra maggioranza e opposizioni. Secondo il Pd, non si mette in discussione l"ulteriore finanziamento della misura, ma è dovuta solo al fatto che, per il finanziamento, serva l'emanazione di provvedimenti normativi ad hoc, questa sì
eventuale.
Secondo le opposizioni, invece, con l"aggiunta si mette in discussione la possibilità che il Piano sia rifinanziato.

NO A INTERVENTI SU REVERSIBILITÀ
Alla Camera è stata stralciata dalla delega la razionalizzazione di prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi". Rimane, quindi, nel testo la sola razionalizzazione
delle prestazioni di natura assistenziale.
Lo stralcio è stato voluto anche dal governo, che ha presentato un emendamento ad hoc, dopo che la presentazione del ddl al Parlamento aveva sollevato numerose polemiche poichè la razionalizzazione di prestazioni previdenziali poteva aprire la porta a un intervento sulle pensioni di reversibilità. Rimane, quindi, la sola delega di riordino delle prestazioni di natura assistenziale.
Dall"intervento, saranno comunque escluse, le prestazioni rivolte alla fascia di popolazione anziana non più in età di attivazione lavorativa, per le prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario.