Giovedì, 21 Settembre 2017 10:20

Ddl spettacolo: ok a un’altra riforma storica

Il ddl delega, cosiddetto CODICE DELLO SPETTACOLO, è finalizzato a riordinare, rilanciare e sviluppare il settore dello spettacolo dal vivo.

Gli interventi pubblici di sostegno allo spettacolo dal vivo vengono semplificati e ottimizzati, sotto il coordinamento dell'istituendo 'Consiglio Superiore dello Spettacolo' presso il Mibact.

Il provvedimento riconosce lo spettacolo quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale. Con il riconoscimento dell'utilità sociale e il collegamento alla nuova disciplina del Terzo settore, le associazioni, le imprese e gli altri enti dello spettacolo potranno rientrare negli incentivi e nelle agevolazioni previste.

Rientrano nelle attività disciplinate dal testo: le attività teatrali, liriche, concertistiche e corali, la musica popolare contemporanea, la danza classica e contemporanea, le attività circensi (con misure specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse) e di spettacolo viaggiante, le attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare e, infine, anche i carnevali e le rievocazioni storici che potranno così per la prima volta accedere al FUS.

Il provvedimento ridefinisce anche i criteri per la ripartizione dei fondi del FUS. È prevista l'attribuzione di almeno il 3% del FUS alle scuole di ogni ordine e grado per la promozione di programmi di educazione in questo settore allo scopo di favorire l'avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo.

La dotazione del FUS viene aumentata per gli anni 2018 e 2019 di 9,5 milioni di euro, che diventeranno 22,5 milioni a decorrere dal 2020.

L'Art Bonus, cioè il credito di imposta per le erogazioni liberali a favore della cultura, oggi applicabile alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, viene esteso a tutti i settori dello spettacolo. Previsto il regime del credito di imposta per le opere prime, seconde e terze di nuovi talenti.

Il provvedimento si occupa anche della delicata tematica del rapporto di lavoro che, in ossequio all'articolo 36 della Costituzione, deve assicurare ai lavoratori la dignità nella retribuzione, nelle tutele e in tutti gli istituti che l'ordinamento prevede nel rapporto di lavoro, tenuto conto delle specificità e del carattere intermittente delle prestazioni lavorative in questo settore e delle specifiche tutele previdenziali e assicurative.

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"Rilancio e sviluppo di tutto il settore dello spettacolo e riconoscimento del suo valore formativo, educativo e di contrasto al disagio sociale; valorizzazione della qualità delle produzioni e sviluppo dei processi di internazionalizzazione favorendo la mobilità artistica e la circolazione delle opere; sostegno alla musica popolare contemporanea, riconoscimento dei carnevali, delle rievocazioni storiche e del valore della danza classica e contemporanea e della tradizione dei copri di ballo italiani; sviluppo dei progetti culturali per la valorizzazione delle periferie e delle aree disagiate; attivazione di piani straordinari per la ristrutturazione e aggiornamento tecnologico di teatri o spazi destinati a spettacolo per i Comuni al di sotto di 15mila abitanti".
Così la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, relatrice del Ddl sullo Spettacolo dal Vivo, approvato oggi dal Senato, illustra i punti fondamentali della riforma.
"Tutti i settori del comparto – prosegue Di Giorgi – potranno contare sulle agevolazioni fiscali concesse dall'Art-Bonus. La nuova legge prevede, inoltre, un incremento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) di 9,5mln di euro per il 2018, 9,5 mln di euro per il 2019 e che diventeranno 22,5mln dal 2020 (per complessivi 360mln di euro) e l'attribuzione annuale del 3% del FUS alle scuole per attività inerenti lo spettacolo. Altri 4milioni di euro verranno destinati alle regioni terremotate per attività culturali di spettacolo. L'istituzione del "Consiglio Superiore dello Spettacolo" riferirà al Ministero per seguire indirizzi strategici e per garantire trasparenza. Anche la disciplina del rapporto di lavoro in questo settore è stata riordinata, richiamando le esigenze di tutela e restituendo così' dignità ai lavoratori dello spettacolo, caratterizzati da intermittenza e precarietà lavorativa. In generale, il quadro normativo e le misure previste dalla nuova legge ridaranno quello slancio necessario e atteso da più di 30 anni a tutto questo settore che ha atteso per troppo tempo una riforma vera".