Giovedì, 21 Settembre 2017 10:20

Ddl spettacolo: ok a un’altra riforma storica

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L'Art Bonus, cioè il credito di imposta per le erogazioni liberali a favore della cultura, oggi applicabile alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, viene esteso a tutti i settori dello spettacolo. Previsto il regime del credito di imposta per le opere prime, seconde e terze di nuovi talenti.

Il provvedimento si occupa anche della delicata tematica del rapporto di lavoro che, in ossequio all'articolo 36 della Costituzione, deve assicurare ai lavoratori la dignità nella retribuzione, nelle tutele e in tutti gli istituti che l'ordinamento prevede nel rapporto di lavoro, tenuto conto delle specificità e del carattere intermittente delle prestazioni lavorative in questo settore e delle specifiche tutele previdenziali e assicurative.

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"Rilancio e sviluppo di tutto il settore dello spettacolo e riconoscimento del suo valore formativo, educativo e di contrasto al disagio sociale; valorizzazione della qualità delle produzioni e sviluppo dei processi di internazionalizzazione favorendo la mobilità artistica e la circolazione delle opere; sostegno alla musica popolare contemporanea, riconoscimento dei carnevali, delle rievocazioni storiche e del valore della danza classica e contemporanea e della tradizione dei copri di ballo italiani; sviluppo dei progetti culturali per la valorizzazione delle periferie e delle aree disagiate; attivazione di piani straordinari per la ristrutturazione e aggiornamento tecnologico di teatri o spazi destinati a spettacolo per i Comuni al di sotto di 15mila abitanti".
Così la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, relatrice del Ddl sullo Spettacolo dal Vivo, approvato oggi dal Senato, illustra i punti fondamentali della riforma.
"Tutti i settori del comparto – prosegue Di Giorgi – potranno contare sulle agevolazioni fiscali concesse dall'Art-Bonus. La nuova legge prevede, inoltre, un incremento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) di 9,5mln di euro per il 2018, 9,5 mln di euro per il 2019 e che diventeranno 22,5mln dal 2020 (per complessivi 360mln di euro) e l'attribuzione annuale del 3% del FUS alle scuole per attività inerenti lo spettacolo. Altri 4milioni di euro verranno destinati alle regioni terremotate per attività culturali di spettacolo. L'istituzione del "Consiglio Superiore dello Spettacolo" riferirà al Ministero per seguire indirizzi strategici e per garantire trasparenza. Anche la disciplina del rapporto di lavoro in questo settore è stata riordinata, richiamando le esigenze di tutela e restituendo così' dignità ai lavoratori dello spettacolo, caratterizzati da intermittenza e precarietà lavorativa. In generale, il quadro normativo e le misure previste dalla nuova legge ridaranno quello slancio necessario e atteso da più di 30 anni a tutto questo settore che ha atteso per troppo tempo una riforma vera".