Mercoledì, 02 Agosto 2017 10:24

Vitalizi. Zanda: Richiedere l'urgenza ad agosto è bluff, si inizierebbe comunque a settembre

"La richiesta d'urgenza viene dai senatori del Movimento 5 stelle e arriva ad agosto, 24 ore prima della chiusura del Senato per le ferie. Se anche l'Aula dovesse accoglierla, il dibattito in Commissione non potrebbe iniziare prima di settembre". Lo afferma il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda intervenendo nell'aula del Senato per dichiarare il voto contrario del suo gruppo alla richiesta d'urgenza avanzata dai 5 stelle per esaminare il Ddl Richetti

Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 869 del 01/08/2017

RESOCONTO STENOGRAFICO

ZANDA (PD). Signor Presidente, in questo dibattito ho ascoltato vari interventi che hanno affrontato il merito del disegno di legge sui vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Tuttavia, oggi noi siamo chiamati a discutere e a votare non nel merito, bensì sulla richiesta di adottare una procedura d'urgenza per un provvedimento di cui tutti - lo dimostra il dibattito che abbiamo ascoltato - riconoscono l'importanza e la delicatezza.
La richiesta d'urgenza viene dai senatori del Movimento 5 Stelle che - desidero sottolinearlo, in quanto è l'unica occasione che ho per farlo - è l'unico Gruppo che stamattina non ha preso la parola per condannare il regime venezuelano di Maduro. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori De Pietro e Mazzoni).
La richiesta arriva poi alla fine di luglio, ventiquattrore prima della chiusura del Senato per le ferie di agosto. Se anche l'Assemblea dovesse accogliere questa richiesta, il dibattito in Commissione, cui il provvedimento è stato assegnato proprio questa mattina, non potrebbe iniziare prima del prossimo mese di settembre. (Commenti dal Gruppo M5S).
CASTALDI (M5S). Non è vero!
ZANDA (PD). Se le cose stanno così - e stanno esattamente così - perché presentare proprio ora, a poche ore dalla sospensione dei nostri lavori, una richiesta d'urgenza? (Commenti dal Gruppo M5S). Perché, con questa discussione procedurale, ritardare - come stiamo facendo - l'inizio del dibattito finale su un provvedimento di grande rilievo, come quello sulla concorrenza, così atteso...
CRIMI (M5S). Ci avete messo la fiducia! (Commenti dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, non interrompete.
ZANDA (PD). Per favore, come sapete non interrompo mai nessuno. Non costringetemi a rispondervi per le rime. (Commenti del senatore Airola).
PRESIDENTE. Senatore Airola, per favore, non interrompa.
AIROLA (M5S). Falla finita!
ZANDA (PD). Lasciatemi parlare.
PRESIDENTE. Senatore Airola, la richiamo all'ordine. Non ha la parola. La richiamo all'ordine. (La senatrice Paglini effettua riprese video dell'Assemblea con un telefono cellulare). Colleghi, come sapete, non sono ammesse le riprese.
DONNO (M5S). Non sono ammesse nemmeno le minacce! (Commenti del senatore Airola).
MIRABELLI (PD). Impara ad ascoltare!
PRESIDENTE. Possiamo continuare?
Prego, senatore Zanda.
ZANDA (PD). Perché questa inversione di priorità da provvedimenti che interessano i cittadini italiani a un dibattito su procedure di palazzo?
Io credo che nella risposta a queste domande ci sia la principale ragione per cui le senatrici e i senatori del Partito Democratico respingeranno la richiesta di urgenza...
LUCIDI (M5S). Per andare al mare!
ZANDA (PD). Il Movimento 5 Stelle continua a praticare una politica parlamentare che - è evidente - punta non su ciò che è più urgente per risolvere i problemi dell'Italia, quanto a quel che gli può servire per battere la grancassa della propaganda. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori De Pietro e Falanga). E la richiesta d'urgenza che hanno presentato ha un obiettivo chiaro: vogliono apparire agli occhi dell'opinione pubblica italiana come i campioni dell'antipolitica, dell'antipartitismo e come i rappresentanti delle forze antisistema. Questo è l'obiettivo.
AIROLA (M5S). Degli onesti!
CALEO (PD). E stai zitto!
PRESIDENTE. Senatore Caleo, la prego.
DONNO (M5S). Stai calmo!
ZANDA (PD) Per favore!
PRESIDENTE. Silenzio! Senatore Airola, la diffido.
Prego, senatore Zanda.
ZANDA (PD). Signor Presidente, se le cose stanno così, è bene che ci mettiamo d'accordo sui principi e sui modi che dovranno regolare la nostra discussione sulle pensioni dei parlamentari, cominciando proprio dal fatto che dobbiamo cessare di chiamare vitalizi quello che dal 2012 è stato trasformato dal Parlamento in un regolare sistema pensionistico contributivo. (Applausi dai Gruppi PD, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e AP-CpE-NCD).
Le senatrici e i senatori del PD vogliono esaminare con rispetto ed attenzione un provvedimento così rilevante che ci arriva dalla Camera con il voto dei deputati del Partito Democratico e con la prima firma nostra, e non certo quella del Movimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti e applausi ironici dal Gruppo M5S). Il Senato non deve dilungare la discussione e non lo farà, ma non deve troncarla artificialmente. Al Senato, in questa legislatura, il Partito Democratico non ha mai - e dico mai - praticato tecniche ostruzionistiche che, invece, sono usate continuamente proprio da chi oggi chiede l'urgenza. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dei senatori Cioffi e Castaldi). E non l'abbiamo mai fatto e non lo faremo certamente ora. Anzi, vigileremo perché in Commissione e in Aula i lavori procedano con regolarità.
Come tutti i provvedimenti, vogliamo esaminare anche questo con lo scrupolo necessario, studiandone il contenuto e gli effetti, valutandone l'impatto sul sistema parlamentare e i risvolti di costituzionalità, che non sono certamente aspetti secondari e che la Commissione ha il dovere primario di valutare con la necessaria attenzione. (Commenti della senatrice Lezzi).
Ricordava adesso il senatore De Cristofaro che il referendum del 4 dicembre ha detto con chiarezza che gli italiani vogliono conservare il sistema bicamerale paritario.
DONNO (M5S). La legge è vostra!
PRESIDENTE. Senatrice Donno, la prego.
ZANDA (PD). Chi, come me, ha votato sì alla riforma deve essere il primo a essere molto rigoroso nel rispettare la volontà degli elettori. (Applausi dei senatori Lezzi e Lucidi). Ma anche chi, come il Movimento 5 Stelle, ha votato no ha l'obbligo morale di rispettare la sostanza e non solo la propaganda del significato e dello spirito del bicameralismo.
Una Camera, quella dei deputati, davanti a un provvedimento difficile, ha discusso per anni; l'altra Camera, il Senato, viene invece incitata a votare in tempi brevissimi, immediatamente, già il 1° settembre - come ho sentito dire dall'opposizione - e questo non corrisponde al modello di bicameralismo che il referendum ha confermato. (Applausi dal Gruppo PD).
È significativo che il Movimento 5 Stelle, che nelle piazze ha fatto del no al referendum la sua bandiera, oggi, con una richiesta d'urgenza così intempestiva e così sterile, voglia imporre una procedura che ridurrebbe il lavoro del Senato a quello di un mero passacarte, impegnato più nel rispetto... (Commenti dei senatori Cioffi, Donno e Lucidi).
PETROCELLI (M5S). Hanno passato le carte su ogni cosa!
PRESIDENTE. Senatore Petrocelli, la richiamo all'ordine: non interrompa. Chiedete la parola quando volete, ma non interrompete. Prego, senatore Zanda.
ZANDA (PD). ...un Senato che vorreste impegnato nel rispetto di una velocità imposta e non nello studio del provvedimento.
Ho terminato, signor Presidente, ma una considerazione politica devo svolgere in chiusura. C'è molto cammino da fare perché chi predica una democrazia nella quale un clic conta più della volontà dei parlamentari possa apprezzare la maturità di una democrazia parlamentare rappresentativa e il senso positivo delle sue procedure. ( Applausi dai Gruppi PD, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e AP-CpE-NCD e del senatore D'Alì. Commenti della senatrice Paglini).
Le tragiche vicende della città di Roma.... (Vivaci commenti e proteste dal Gruppo M5S).
MORONESE (M5S). Ma se siete stati voi! (Commenti dei senatori Cioffi e Petrocelli).
PRESIDENTE. Senatore Cioffi e senatore Petrocelli, vi richiamo all'ordine!
PETROCELLI (M5S). Vergognatevi!
PRESIDENTE. Senatore Petrocelli, la richiamo all'ordine per la seconda volta! (Alcuni senatori del Gruppo M5S segnalano alla Presidenza che il senatore Orellana sta effettuando delle riprese video dell'Assemblea con il telefono cellulare).
PRESIDENTE. Senatore Orellana, non è consentito effettuare riprese in Aula.
RUSSO (PD). Signor Presidente, ma li butti fuori!
TAVERNA (M5S). Buffoni!
CASTALDI (M5S). Buffoni! (Commenti del senatore Buemi).
ZANDA (PD). Signor Presidente, debbo dire che veramente non si accorgono che stanno usando dei metodi da regime. (Applausi dai Gruppi PD, AP-CpE-NCD e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) e della senatrice Bencini).
SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, ma lo faccia smettere! (Il Gruppo M5S intona dei cori da stadio).
PRESIDENTE. Colleghi, ora basta! Dobbiamo concludere questa discussione!
Sapete che a breve sono convocate delle Commissioni di Camera e Senato, che attendono il vostro apporto.
ZANDA (PD). Signor Presidente, debbo concludere il mio intervento.
Stavo accennando alle tragiche vicende della città di Roma, che ci dicono una cosa chiara...
CASTALDI (M5S). Basta! È la terza volta che lo dice! (Commenti e proteste delle senatrici Catalfo e Taverna).
PRESIDENTE. Lasciate parlare il senatore Zanda. Non potete continuare a interrompere chi interviene.
LUCIDI (M5S). Ma che c'entra Roma?
CASTALDI (M5S). Cosa c'entra Roma? Faccia rispettare le carte, signor Presidente, che sono le vostre.
ZANDA (PD). Non citerò più Roma allora. Quelle vicende ci dicono che quando qualcuno parla di democrazia diretta noi dobbiamo intendere che la vuole diretta da altri centri di potere. Vuole che in Parlamento sia diretta da altrove. (Applausi dai Gruppi PD, AP-CpE-NCD, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), FL (Id-PL, PLI) e della senatrice Fucksia).
Signor Presidente, il disegno di legge sulle pensioni dei parlamentari farà allora in Senato il suo corso regolare, rigoroso, senza alcun rallentamento e senza alcun trucco, né per intralciarne la trattazione né per modificarne il cammino. I senatori del Partito Democratico hanno un'unica richiesta da fare su questo provvedimento: che venga esaminato con serietà, con scrupolo, attenzione e senza demagogia. (Commenti della senatrice Donno).
E che la discussione democratica del Senato sia pure vivace ma resti sempre all'interno di quel comportamento civile che questa mattina non ho visto e che è l'unico modo conosciuto per costruire dei buoni provvedimenti.